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Performance (… ma non nel senso della foto)

Performance (… ma non nel senso della foto)

Screenshot da un video di Elvis

Si fa presto a dire performance!

Ma come la misuriamo? E, soprattutto, performance in funzione di cosa? I due aspetti sono ovviamente collegati, e tutto dipende dal contesto e dagli obiettivi.

Senza bisogno di scomodare il nostro amico Alberto (Einstein) e le sue teorie della relatività generale e ristretta, è chiaro che è il contesto a determinare il significato concreto che attribuiamo al termine.

Come avrete capito qui si parla di organizzazioni e del loro marketing mindset, siano esse profit o non-profit, piccole o grandi, pubbliche o private, ed è altrettanto chiaro che, a seconda del tipo di organizzazione, cambiano gli obiettivi e la loro importanza relativa (a’ ridaje con la relatività!).

Per inciso, forse è ora che definiamo una volta per tutte il termine “performance”: anche se il significato letterale (dal tardo latino all’antico francese e poi all’uso anglosassone) si riferisce soprattutto all’azione e all’attività di “compiere, eseguire” piuttosto che all’esito della medesima, se siete d’accordo proporrei “risultati in funzione di (o in rapporto a) obiettivi”, definizione che dovrebbe andar bene indipendentemente da qualsiasi contesto e da qualsiasi obiettivo, e che comunque mi sembra adatta ai contesti di cui sopra.

Personalmente, dato che sono un po’ maniaco della misurazione (come del resto i miei colleghi di Marketing Mindset), preferisco operational definitions come questa piuttosto che definizioni relativamente astratte o “neutrali”, anche se so benissimo che si può parlare di performance con riferimento alla “semplice” attività: per esempio, tanto per dirne una, quella di Elvis Presley (il mio idolo fin da piccolo!) nel concerto del 1970 a Las Vegas, quando molti di voi non erano ancora nati.

… ma se non siete d’accordo, ben vengano vostri contributi e suggerimenti.

In ogni caso, prima o poi dovremo comunque parlare di risultati e di obiettivi, ma lo faremo un’altra volta.

POSTILLA

Per inciso, questo è il primo di una serie di 8 post che, nelle mie intenzioni e in quelle degli amici e colleghi Alfonso Pace e Virgilio Gay (ne hanno scritti infatti altrettanti: i link vi mandano alle loro rispettive versioni di questo post) dovevano – e ancora dovrebbero – anticipare una nuova edizione dell’ormai attempato testo, attualmente out of print, richiamato in questa foto.

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